I libri del mese – luglio 2013

Grazie a una cospicua donazione (purtroppo, non sappiamo da parte di chi: è stato abbandonato uno scatolone davanti alla porta della biblioteca e, come fosse un trovatello, noi l’abbiamo adottato), la Biblioteca Meridiana si è arricchita di una nuova sezione dedicata alla POESIA.

La poesia è quella particolare forma letteraria di solito non così amata dall’italiano, ovvero da quel popolo di poeti (e navigatori: del web, oggi) che la poesia ama scriverla ma non leggerla. Perché la poesia richiede uno certo sforzo per entravi, un adattamento non per forza lessicale (a meno che non si affronti Dante o il Tasso) ma sicuramente sintattico: quell’andare a capo di continuo, anche se la pagina fisicamente non è terminata, spesso disturba; se poi si va a capo con un colpo d’enjambement dà ancor di più sui nervi, perché nell’accapo si prende fiato, si ricomincia a pieni polmoni ed ecco subito un segno d’interpunzione che smorza l’entusiasmo, eppure la riga non è finita, la frase va avanti. Insomma, scherzi dello scrivere in versi, ovvero di un fare che ognuno di noi ha esercitato o tentato almeno una volta nella vita, con maggior facilità in seguito ad una delusione amorosa; e nello scrivere questo “sfogo” anche noi siamo andati a capo contraddicendo le regole della prosa o del discorrere, anche noi abbiamo cercato la nuance poetica, e ciò non ci ha dato poi così tanto fastidio: era parte del nostro forte sentire in quel momento; anzi, il medesimo sentire non poteva che essere concretizzato e materializzato che in quella forma: se l’avessimo scritto come quando si parla all’amico, l’amico non ci avrebbe capito.

Ecco, cos’è, o meglio, cosa potrebbe essere la poesia: in altre parole, la poesia è quella cosa che tratta chiunque fino all’età di vent’anni; oltre quell’età solo i poeti veri o gli stupidi lo fanno. Di fronte alla brutalità del mezzo, c’è chi ha preferito scrivere canzoni (giusto per parafrasare un cantautore: vediamo chi indovina di chi si parla?)

Con la sua nuova sezione (POE), la Biblioteca Meridiana vuole dare la possibilità ai lettori, appunto, di leggerla la poesia, non solo di sapere di averne scritte due o tre intorno ai 19 anni, e ora dimenticate chissà dove, ah forse in quel cassetto insieme alle foto di un compagno di scuola e al biglietto di un concerto al quale abbiamo cantato a squarciagola assieme. E l’amata destinataria delle poesie? Dimenticata anch’essa. Tutto ciò sarebbe triste se non esistessero i poeti e, ovviamente, il loro strano modo di andare a capo.

Ecco, un esempio di cosa potreste incontrare nella selva oscura della nuova sezione (dall’OPAC basta mettere “poesia” in ricerca libera, selezionare “altre biblioteche” da gruppi di biblioteche e poi B. Meridiana dalla tendina a fianco):

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PS – La poesia si fa leggere anche sotto l’ombrellone, anzi è consigliata dall’Associazione Medici Poeti Italiani

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