L’articolo del mese – giugno 2013 – La Biblioteca Meridiana alla Biennale di Venezia

Questo mese, la vostra biblioteca preferita, ovvero la Biblioteca Meridiana, è andata in trasferta a Venezia in compagnia del fotografo e video artist Filippo Tagliati. Non è stata solo una gita di piacere; lo scopo era anche quello di farvi partecipi delle impressioni raccolte negli spazi espositivi della 55. Esposizione internazionale d’Arte.

Ebbene, dopo un’attenta analisi critica e una sofferta votazione in sede assolutamente unofficial, è stato decretato netto vincitore il Padiglione dell’Irlanda, grazie alla sorprendente e potente opera-video dell’artista Richard Mosse. Non vi diciamo altro, ve lo dovete andare a vedere. Anzi, un elemento di fascino ve lo sveliamo: la vegetazione è rosa, ma non ha nulla di favolistico.

Subito dietro, spicca un padiglione alla sua prima partecipazione a venezia, quello della Santa Sede: si potrebbe dire che al Vaticano piace vincere facile, vista la caratura degli artisti coinvolti: Tano Festa tanto per introdurre, poi stanza video-interattiva dello Studio Azzurro; a seguire serie di stampe fotografiche di Josef Koudelka, e infine alcune “tele” di Lawrence Carroll.

Già s’è detto molto, c’è poco da aggiungere di fronte a tanto concentrato di maestria. Ma la Biblioteca Meridiana vuole metterci del suo e mostrarvi come nasce, in tempi molto poco sospetti, l’autorevole Studio Azzurro di Milano. Tempi poco sospetti per le opere video: si parla addirittura del 1982. Certo, la video art nasce molto prima (almeno 15 anni, o addirittura 75 se vogliamo inglobare le avanguardie in pellicola degli anni ’10), ma l’evoluzione elettronica su nastro si sviluppa proprio in quel giro di decennio; e se poi consideriamo l’interazione con l’opera, lo Studio Azzurro detiene il primato.

Il contributo che vi può offrire la Biblioteca Meridiana è la lettura integrale di un articolo, preso dal numero di luglio/agosto 1989 di Progresso Fotografico (coll. PER FOTO PRO), riguardante proprio il lavoro di gruppo dello studio milanese.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Dunque, buona lettura!

La Rivista del mese – maggio 2013

Spulciando nella collezione delle riviste della Biblioteca Meridiana, sono spuntate le polverose annate (1985-1992) della testata FareMusica (collocazione PER MUS FAR).

Ecco, per i giovincelli degli anni ’90, una copertina che vi rammenterà qualcosa. Con vent’anni di meno, certe facce sono ancora riconoscibili: quello di destra lo si poteva incrociare in Piazza Verdi di giorno o al Livello 57 la notte.

posse006Vi viene malinconicamente da sorridere ripensando all’occupazione dell’Isola nel cantiere nel pieno centro della città, oppure vi risonuano alle orecchie i versi posse “Bologna la rossa è rossa di vergogna”? Be’, allora dovete proprio venire in Biblioteca Meridiana a leggervi l’articolo interno del numero proposto (il supplemento al 135, speciale estate 1992). Vi potrete trovare testi di band indipendenti dell’epoca posse come questo

posse2007 

 ←

 

 

e inorridire della rabbia inesplosa che accomuna i giovani d’allora con quelli di oggi (forse perché l’italietta di adesso si rispecchia perfettamente in quella di 20-25 anni fa? Eppure, c’è chi dice siamo addirittura alla Terza Repubblica – stiamo quasi raggiungendo i francesi -)

Facili ironie a parte, è interessante notare come si iniziava a parlare in quegli anni di musica indipendente, proprio grazie all’avvento delle posse che riportarono in auge la blasonata lingua di Dante dopo l’affossato decennio yuppie che ci vide canticchiare solo nello scalcagnato (in bocca nostra) idioma dei brittannici.